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Punti di ancoraggio per tetti e coperture a Bologna, Modena, Reggio Emilia, Ferrara e Parma
I punti di ancoraggio sono dispositivi anticaduta installati su tetti e coperture per consentire agli operatori di collegare imbracatura, cordino o dispositivo retrattile durante i lavori in quota. Servono a trattenere il lavoratore o arrestare una caduta e devono essere scelti, progettati e installati in base alla struttura, alla normativa e alle modalità di accesso alla copertura.
Cosa sono i punti di ancoraggio e a cosa servono?
I punti di ancoraggio sono dispositivi anticaduta fissati a una struttura e utilizzati per collegare i DPI di chi lavora in quota. Da solo non protegge: fa parte di un sistema anticaduta in cui ogni elemento (ancoraggio, imbracatura, cordino o dispositivo retrattile) deve funzionare come un’unica catena di sicurezza.
La sua funzione è trattenere l’operatore o arrestarne la caduta, resistendo alle forti sollecitazioni che si generano in caso di caduta e scaricandole sulla struttura senza cedere. Si installano ovunque sia necessario accedere a una copertura per manutenzioni, pulizia, controllo di impianti o lavori successivi.
Interventi reali, senza ponteggi
Quando è obbligatorio installare punti di ancoraggio?
A livello nazionale il D.Lgs 81/2008 impone di proteggere chi lavora a più di due metri di altezza dal rischio di caduta, dando priorità alle protezioni collettive (parapetti, reti) e ricorrendo ai dispositivi individuali, di conseguenza ai punti di ancoraggio quando le prime non sono praticabili.
In Emilia-Romagna il riferimento regionale è la DAL 149/2013, successivamente sostituita integralmente dalla DGR 15 giugno 2015, n. 699, che disciplina l’installazione dei dispositivi permanenti di protezione contro le cadute dall’alto su coperture e facciate vetrate continue che richiedono manutenzione. L’obbligo riguarda, in particolare, gli edifici di nuova costruzione e gli interventi sulle coperture degli edifici esistenti nei casi previsti dalla disciplina edilizia regionale. La progettazione confluisce nell’Elaborato tecnico dei dispositivi permanenti di protezione, redatto da un tecnico abilitato, che deve essere allegato, presentato o conservato secondo il tipo di intervento e il relativo procedimento edilizio.
DIFFERENZE
Punti di ancoraggio e linee vita: qual è la differenza?
Spesso i due termini vengono confusi, ma indicano cose diverse. Il punto di ancoraggio è puntuale: protegge l’operatore in una posizione precisa o entro un raggio limitato. La linea vita è invece un sistema continuo, un cavo (linea flessibile) o una rotaia (guida rigida) lungo il quale ci si può spostare restando sempre agganciati.
Nella classificazione tecnica le linee vita corrispondono ai tipi C e D, mentre i punti di ancoraggio veri e propri sono i tipi A, B ed E. In pratica si scelgono i punti di ancoraggio quando gli accessi e le aree di lavoro sono localizzati, mentre si preferisce la linea vita quando occorre percorrere in sicurezza l’intera copertura; spesso le due soluzioni convivono nello stesso progetto.
| Sistema | Come funziona | Quando è indicato |
|---|---|---|
| Punto di ancoraggio | Punto fisso o temporaneo a cui collegare i DPI anticaduta | Quando l’area di lavoro è localizzata |
| Linea vita | Sistema continuo, flessibile o rigido, che consente lo spostamento restando agganciati | Quando occorre percorrere ampie porzioni di copertura |
| Sistema combinato | Punti di ancoraggio e linea vita nello stesso progetto | Quando ci sono percorsi principali e aree specifiche da proteggere |
tipologie
Quanti tipi di ancoraggio esistono?
La norma europea EN 795 classifica i dispositivi di ancoraggio in cinque tipi (A, B, C, D, E). Escludendo i tipi C e D, che sono di fatto le linee vita, i punti di ancoraggio si distinguono così:
Punti di ancoraggio fissi di tipo A
Sono i dispositivi fissati in modo permanente alla struttura: calcestruzzo, acciaio, legno o muratura tramite tasselli o piastre. Restano sempre installati e disponibili: sono la soluzione più diffusa per gli accessi ricorrenti a tetti e coperture. A questa famiglia appartengono anche i ganci di sicurezza da tetto, ammessi però solo per brevi spostamenti o dove una linea di ancoraggio non è installabile.
Ancoraggi temporanei e trasportabili di tipo B
Sono dispositivi non fissati stabilmente, che si montano e si rimuovono all’occorrenza: morsetti per travi, treppiedi, ancoraggi a cravatta. Sono utili per lavori occasionali o in punti dove non avrebbe senso un’installazione permanente, e accompagnano l’operatore solo per la durata dell’intervento.
Cosa sono i punti di ancoraggio a corpo morto? (tipo E)
Gli ancoraggi a corpo morto sfruttano il peso come contrappeso: sono masse in metallo, calcestruzzo o contenitori riempiti d’acqua appoggiate alla superficie, senza forare la copertura. Si usano sulle superfici orizzontali (con pendenza non superiore a 5°) e il numero di operatori collegabili dipende dal peso del corpo morto. Sono la scelta tipica quando non si vuole o non si può perforare il manto, ad esempio sulle coperture impermeabilizzate.
| Tipo di ancoraggio | Caratteristiche | Quando si usa |
|---|---|---|
| Tipo A | Fisso e permanente, installato su struttura portante | Accessi ricorrenti su tetti e coperture |
| Tipo B | Temporaneo e trasportabile | Lavori occasionali o interventi non permanenti |
| Tipo E | A corpo morto, senza perforare la copertura | Coperture piane o impermeabilizzate compatibili |
| Tipo C | Linea flessibile orizzontale | Spostamenti lungo un percorso continuo |
| Tipo D | Guida rigida orizzontale | Percorsi continui con maggiore stabilità |
COME SCEGLIERE
Come scegliere il punto di ancoraggio corretto?
Non esiste un ancoraggio universale: la soluzione giusta nasce da alcune valutazioni precise.
Valutazione della struttura e del materiale di supporto
Il primo aspetto è la struttura su cui si fissa l’ancoraggio. Calcestruzzo, acciaio, legno o lamiera grecata richiedono fissaggi diversi, e va sempre verificato che il supporto regga le sollecitazioni di una caduta. Per questo è necessaria una relazione di calcolo di idoneità del supporto, che valida la tenuta della struttura e definisce il sistema di fissaggio corretto.
Numero di utilizzatori e frequenza degli accessi
Conta poi quante persone useranno il sistema contemporaneamente e ogni quanto si accede alla copertura. Un accesso saltuario di un singolo operatore ha esigenze diverse da una manutenzione frequente svolta da più addetti, e questo incide su numero, tipo e disposizione degli ancoraggi.
Posizionamento, tirante d’aria e rischio di caduta
Infine il posizionamento. Ogni punto va collocato in modo da ridurre il percorso di caduta ed evitare l’effetto pendolo, garantendo soprattutto un tirante d’aria sufficiente: lo spazio libero sotto il lavoratore deve permettere al sistema di arrestare la caduta prima dell’impatto con il suolo o con eventuali ostacoli. Un ancoraggio mal posizionato può risultare inutile anche se installato perfettamente.
quando servono?
Punti di ancoraggio tetto: quando servono e dove installarli?
Una buona andatoia si riconosce da due elementi essenziali: i materiali e i sistemi di fissaggio. I materiali più diffusi sono leghe di alluminio e acciaio zincato, scelti per l’equilibrio tra leggerezza, resistenza e durata nel tempo anche all’esterno; il piano di calpestio è in genere realizzato con superfici antiscivolo o grigliati che garantiscono aderenza anche con pioggia, polvere o ghiaccio.
Il fissaggio alla struttura è il punto più delicato: gli ancoraggi devono sostenere il carico previsto senza danneggiare la copertura e, soprattutto sui tetti, senza comprometterne la tenuta all’acqua. È qui che si vede la differenza tra un lavoro fatto bene e uno improvvisato: un ancoraggio sottodimensionato cede sotto sforzo, uno scelto male può rovinare il manto o creare infiltrazioni. Ogni andatoia affidabile nasce quindi dall’equilibrio tra robustezza, leggerezza e rispetto della struttura su cui poggia.
normative
Normativa e certificazione dei punti di ancoraggio
Norma EN 795:2012, UNI 11578:2015 e dispositivi di ancoraggio
Sul piano tecnico, la EN 795:2012 classifica i dispositivi di ancoraggio in diverse tipologie. In Italia, per i dispositivi destinati all’installazione permanente su o nella struttura, il riferimento è la UNI 11578:2015, che riguarda in particolare le tipologie A, C e D e ne definisce requisiti, metodi di prova, marcatura e istruzioni per l’uso. I dispositivi temporanei, rimovibili o trasportabili, come gli ancoraggi di tipo B, e gli ancoraggi a corpo morto di tipo E rientrano invece nel campo della EN 795:2012 e, ove applicabile, della CEN/TS 16415.
Documentazione tecnica e verifiche periodiche
Un’installazione a regola d’arte non si esaurisce con il montaggio. Al committente deve essere consegnata la documentazione completa: dichiarazione di corretta installazione, certificazioni dei dispositivi, manuale d’uso e programma di manutenzione, oltre all’Elaborato Tecnico della Copertura dove previsto. I dispositivi vanno poi sottoposti a verifiche periodiche da parte di personale qualificato, in genere almeno con cadenza annuale e secondo le indicazioni del produttore, per accertarne l’efficienza nel tempo; ogni controllo va registrato.
Come Lavoriamo
Come avviene l’installazione dei punti di ancoraggio?
L’installazione dei punti di ancoraggio consiste in un intervento tecnico che parte dalla valutazione del tetto e termina con il rilascio della documentazione prevista. Dopo il sopralluogo vengono analizzati il materiale di supporto, le modalità di accesso, il numero di utilizzatori e le aree da raggiungere; sulla base di questi dati si definiscono tipologia, posizione e sistema di fissaggio dei dispositivi.
Una volta scelti i punti di ancoraggio più adatti, si procede con l’installazione, il controllo della corretta posa e il rilascio di collaudo, certificazioni, manuale d’uso e programma di manutenzione. In questo modo il sistema non è solo installato, ma anche verificabile e gestibile nel tempo.
Haerêo, un team di installatori qualificati per sistemi di ancoraggio
Per la progettazione e l’installazione dei punti di ancoraggio è fondamentale affidarsi a professionisti qualificati, in grado di valutare correttamente la copertura, scegliere i dispositivi idonei e garantire una posa conforme alla normativa tecnica.
Haerêo è in possesso di attestato AIESiL di qualità e qualificazione professionale dei servizi prestati. Il team include inoltre personale in possesso di certificazione DEKRA come Installatore Avanzato di sistemi di ancoraggio permanenti in copertura secondo UNI 11900:2023.
Lavoriamo in quota da oltre vent’anni nelle province di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Ferrara e Parma su tetti di abitazioni, condomini, capannoni e strutture industriali. L’installazione viene eseguita dai nostri acrobatman direttamente su corda senza ponteggi con tempi rapidi e senza interrompere l’attività dell’edificio. Al termine rilasciamo collaudo e documentazione completa, perché il sistema sia conforme oggi e verificabile negli anni. Chi lavora ogni giorno in quota sa dove servono davvero i punti di ancoraggio: è questa esperienza che mettiamo in ogni progetto.
Hai un tetto da mettere in sicurezza?
Domande frequenti
Quanto costa installare un punto di ancoraggio?
Il costo dipende dal numero di punti, dal tipo di ancoraggio, dal materiale della struttura e dalla difficoltà di accesso alla copertura.
Cosa rischia il proprietario se la copertura non ha punti di ancoraggio?
In assenza di punti di ancoraggio idonei, il proprietario o il committente può trovarsi esposto a responsabilità in caso di interventi in quota non sicuri, soprattutto se la copertura deve essere accessibile per manutenzioni, controlli o lavori successivi.
Si possono aggiungere punti di ancoraggio a una linea vita già esistente?
Sì, in alcuni casi è possibile integrare una linea vita già esistente con punti di ancoraggio aggiuntivi, ad esempio per proteggere zone non raggiunte dal tracciato principale, punti di accesso, lucernari, impianti tecnici o aree dove l’operatore deve lavorare in posizione fissa.
